Nucleare all’ombra della centrale? Non mi interessa.

A quanto pare l’interesse c’è, eccome, lo testimoniano le circa duecentrotrenta  persone accorse al teatro comunale di Monfalcone per “storie di scorie” lo spettacolo di Ulderico Pesce svoltosi lo scorso 25 aprile. Ad aprire la serata un intervento di Michele Tonzar, presidente del circolo monfalconese di Legambiente,che ha brevemente riassunto gli ultimi sviluppi della questione energetica italiana e mondiale sottolineando la forte spinta data alle energie rinnovabili in molti paesi d’Europa e non, dalla Germania agli Usa, situazione in contrasto con quanto sta accadendo in Italia dove il governo ha dato il via alla progettazione di nuovi reattori nucleari e sta attualmente definendo i criteri localizzativi. Legambiente segue da tempo questa
situazione promuovendo incontri informativi e varie iniziative atte a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema delicato come il ritorno dell’Italia all’energia nucleare. È proprio in quest’ambito che il circolo “green gang” di Monfalcone con il patrocinio del comune è riuscito a portare questo spettacolo all’attenzione del pubblico monfalconese che ha ottimamente risposto all’invito.
In poco più di due ore Pesce ci racconta la vita di Nicola, figlio di un contadino della provincia di Matera, finisce a lavorare al deposito nucleare della Trisaia di Rotondella dove negli anni 60 furono stipate barre di uranio radioattivo proveniente dagli Usa, dopo aver scoperto degli illeciti da parte dell’ Enea viene licenziato. Parte volontario per la Bosnia dove si ammala a causa dei proiettili all’uranio, tornato in Italia viene assunto dalle poste a Saluggia ma poi torna a casa per protestare contro la costruzione del deposito unico di scorie nucleari italiane a Scanzano Jonico, è qui che inizia ad informare la popolazione sui rischi del deposito nucleare in cui ha precedentemente lavorato e sulla situazione ad alto rischio in cui si trovano gli altri siti nucleari italiani.
Lo spettacolo si basa unicamente sulla presenza di Pesce sul palco, senza accompagnamento musicale, egli interpreta tutti i personaggi,  da Nicola ai suoi famigliari. L’autore riesce a mantenere viva l’attenzione per tutta la durata dello spettacolo grazie al suo carisma e a brevi momenti di dialogo con il pubblico che lo ha ripagato con molti applausi nei momenti salienti, non privo di ironia, lo spettacolo strappa diversi sorrisi specie di fronte alla “bonarietà” dei genitori di Nicola, simbolo estremizzato (ma non troppo) della scarsa conoscenza che purtroppo esiste sull’argomento.
Andrea Ferletic
A quanto pare l’interesse c’è, eccome, lo testimoniano le circa duecentrotrenta  persone accorse al teatro comunale di Monfalcone per “storie di scorie” lo spettacolo di Ulderico Pesce svoltosi lo scorso 25 aprile. Ad aprire la serata un intervento di Michele Tonzar, presidente del circolo monfalconese di Legambiente,che ha brevemente riassunto gli ultimi sviluppi della questione energetica italiana e mondiale sottolineando la forte spinta data alle energie rinnovabili in molti paesi d’Europa e non, dalla Germania agli Usa, situazione in contrasto con quanto sta accadendo in Italia dove il governo ha dato il via alla progettazione di nuovi reattori nucleari e sta attualmente definendo i criteri localizzativi. Legambiente segue da tempo questa situazione promuovendo incontri informativi e varie iniziative atte a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema delicato come il ritorno dell’Italia all’energia nucleare. È proprio in quest’ambito che il circolo “green gang” di Monfalcone con il patrocinio del comune è riuscito a portare questo spettacolo all’attenzione del pubblico monfalconese che ha ottimamente risposto all’invito.

In poco più di due ore Pesce ci racconta la vita di Nicola, figlio di un contadino della provincia di Matera, finisce a lavorare al deposito nucleare della Trisaia di Rotondella dove negli anni 60 furono stipate barre di uranio radioattivo proveniente dagli Usa, dopo aver scoperto degli illeciti da parte dell’ Enea viene licenziato. Parte volontario per la Bosnia dove si ammala a causa dei proiettili all’uranio, tornato in Italia viene assunto dalle poste a Saluggia ma poi torna a casa per protestare contro la costruzione del deposito unico di scorie nucleari italiane a Scanzano Jonico, è qui che inizia ad informare la popolazione sui rischi del deposito nucleare in cui ha precedentemente lavorato e sulla situazione ad alto rischio in cui si trovano gli altri siti nucleari italiani.

Lo spettacolo si basa unicamente sulla presenza di Pesce sul palco, senza accompagnamento musicale, egli interpreta tutti i personaggi,  da Nicola ai suoi famigliari. L’autore riesce a mantenere viva l’attenzione per tutta la durata dello spettacolo grazie al suo carisma e a brevi momenti di dialogo con il pubblico che lo ha ripagato con molti applausi nei momenti salienti, non privo di ironia, lo spettacolo strappa diversi sorrisi specie di fronte alla “bonarietà” dei genitori di Nicola, simbolo estremizzato (ma non troppo) della scarsa conoscenza che purtroppo esiste sull’argomento.

Andrea Ferletic

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