VERTIGINOSAMENTE Alessandro Bergonzoni

Suggestioni d’assaggio per una “avventura di vastità”

Approderà, attesissimo, a marzo 2014 sulle sponde del teatro Comunale di Monfalcone.
Costantemente impegnato in una generosa miriade di spettacoli, conversazioni, libri, eventi, mostre di quadri e installazioni, articoli, in Italia, ma anche all’estero… Se accettate la sfida dell’intelletto imprevisto e del sentire (nel senso dei 5 sensi…) sano senza paracadute, è l’attore/comico/artista che fa per voi. Stiamo parlando di Alessandro Bergonzoni, eclettico plasmatore di parole e pensieri. Se al suo cospetto avvertite la sensazione di essere in mezzo alle ripide di un torrente nordamericano, non temete, alla fine tutto acquista un senso, o meglio la vostra anima lo percepisce e apprende, fa esperienza, al di là di quante parole cerchino di afferrare le vostre orecchie. E’ come vivere per un attimo la vita accelerata di quei time lapses che ci rendono spettatori di evoluzioni che altrimenti non apprezzeremmo. Ma in questo caso, parafrasando lo stesso Bergonzoni, “non è solo un discorso oftalmico”. Ha detto, infatti, “la parentela non è un discorso oftalmico”, ben alludendo al fatto che si è fratelli, sorelle anche quando non ci si vede. Stirando il concetto, osiamo noi, anche il costruirsi un’ identità, il relazionarsi con gli altri e con il mondo, con la vita, la morte, la guerra, l’ingiustizia sembra passino esaustivamente attraverso le immagini dei media a larga diffusione o privati. Ma sappiamo che non basta. Alesandro Bergonzoni ha recentemente partecipato al festival della filosofia “L’avventura d’esser sé – Identità, verità e finzione”, svoltosi a Cagliari. Tra l’altro, ha sottolineato l’importanza del sintonizzarsi con la mente e con l’anima per captare le frequenze, per “ascoltare il turno che si danno le cose nel cambio dei mondi”.

bergonzoni_alessandro

Per questo gli abbiamo chiesto:

Fuori/dentro, spettacolarizzare/interiorizzare, uomo di spettacolo/artista. In questa polarità, come può l’identità di ciascuno di noi “fare voto di vastità”, come da Lei auspicato e cosa significa? Su quali “frequenze del mondo” dobbiamo sintonizzarci?

Prima di tutto bisogna alzare l’antenna che ognuno di noi ha e non solleva mai: questo significa cominciare col mettersi in ascolto (interiorità) e recepire l’oltre, l’altro e l’inaudito che viene appunto dalle onde e dalle altre frequenze (esterne). Ovviamente il tutto è strettamente legato prima ad un’’idea di rivelazione appunto, e secondariamente a un cambiamento/rivoluzione che spazia (vastità) nel tutto: arte, malattia, filosofia, storia… (a chi dice “in questo modo non siamo del tutto in noi” rispondo “dobbiamo cominciare a sapere qualcosa di più del tutto”).

Grazie per averci concesso un frammento di tempo prezioso, e… alla prossima puntata!

Author: admin

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