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[ Letto per voi ]
a cura di Claudia Fabaz

Se tutto il mondo è un reciproco tribunale, in cui gli stati vicendevolmente interagiscono e si giudicano, la sentenza di condanna, legata ad un torto subito, è stata spesso fonte di conflitti e guerre.

A ben guardare, commentano gli storici, dopo la fine della cosiddetta guerra fredda- che livellava il pianeta in due approssimativamente omogenee fazioni -, sembrano dilagare i conflitti di matrice etnico-religiosa.
Usando la religione e le effettive o presunte radici etniche di una comunità, le diverse parti in conflitto esaltano il loro buon ‘diritto storico’ a questo o quello spazio geopolitico”. Le rivendicazioni di indipendenza e la fame di terra prendono forza da un passato legato ai miti e da una storia manipolata ad hoc. La tentazione di leggere gli eventi in chiave esclusivamente etnico religiosa può forse dare una versione miope rispetto alle vere ragioni dei conflitti.

Nella valutazione è necessario distinguere tra ciò che è vero, sentito, sofferto dalla gente comune, dalla popolazione , da ciò che viene invece programmato nelle asettiche “camere decisionali”, dove si tirano le fila di una convenienza per pochi.

Scostiamo la tenda e guardiamo fuori dalla finestra, verso uno dei nostri confini più prossimi. E’ vero che concetti come Grande Serbia, Grande Croazia, Grande Albania, Bosnia musulmana, nei Balcani post Tito, facevano battere il cuore e risvegliavano l’orgoglio nazionale di sloveni, serbi, croati e kossovari. Ciascun leader a suo modo, dal croato Tuçdman, al serbo Miloševic , al musulmano-bosniaco Izetbegović usarono le leve del nazionalismo, dell’autodeterminazione, del riscatto, della religione per mobilitare il consenso e spingere i soldati a combattere le sanguinose guerre di secessione jugoslava degli anni 90.
Fin qui il “pane” o meglio la “benzina” per i popoli. Ma nei piani alti, tra i colletti bianchi, che ruolo hanno giocato e giocano ora in tutto il mondo le mafie (nella fattispecie: serba, albanese, croata, bosniaca, italiana e altre organizzazioni criminali)? Quali interessi hanno i paesi confinanti e le super potenze? Che peso rivestono le motivazioni economiche e le conquiste di potere? Meglio essere consapevoli che il nostro giudizio si limita alla superficie, grazie anche ad un’ informazione che difficilmente riesce a bucare la bolla dell’omertà.

Thanks to: Lucio Caracciolo – “Conflitti etnici e religiosi” Enciclopedia del Novecento III Supplemento (2004)

Author: admin

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