Quando tutto ebbe inizio

Di ogni disciplina sportiva abbiamo una prima pietra: delle testimonianze (alcune veramente antiche) che ci fanno esclamare: “questo graffito mi ricorda proprio quello sport”, oppure “ma dai? ma anche i maya giocavano a….?”
(questi tre puntini si possono riempire con qualsiasi sport dell’era moderna).
Le testimonianze di popoli antichi che si cimentavano in attività ludiche sono ormai innumerevoli, soprattutto nei popoli che vivevano in Sud America.

sport maya

Ci sono dei graffitti Maya, per esempio, che illustrano alcuni uomini divisi in due squadre, divise da una corda (o rete, non si riesce a capire bene); queste due squadre cercavano di buttare la palla nel campo avversario facendole toccare terra (non vi ricorda niente?); oppure un uomo che lancia una palla verso un altro giocatore dotato di bastone per colpirla e mandarla più lontano possibile (qui gli appassionati di baseball e gli appassionati di cricket si litigheranno sicuramente l’appartenenza del loro sport preferito a questo graffito).

Di esempi così ne ritroviamo anche in altre epoche e in altri popoli. Anche i Greci hanno lasciato molte testimonianze delle loro attività sportive: la statua del Discobolo di Mirone è forse l’esempio più calzante di quanto questo popolo tenga in considerazione l’attività ludica. Erano talmente venerate che ogni quattro anni i migliori atleti del mondo (per i Greci il mondo iniziava e finiva nella loro penisola, o nelle loro colonie) si riunivano vicino al monte Olimpo per partecipare, appunto alle Olimpiadi. Si cimentavano in attività quali la corsa, il lancio del disco, la gara delle bighe etc… I vincitori delle gare venivano celebrati come Olimpici, e in seguito scolpiti nel marmo per ricordare il loro nome nell’eternità. L’aurea di divinità che le Olimpiadi emanavano (venivano celebrate per onorare Zeus, padre di tutti gli Dei) faceva fermare le guerre e tutte le dispute politiche e territoriali. Purtroppo, con la decadenza della cultura greca, le Olimpiadi si sono fermate; hanno fatto cioè una pausa di circa 2000 anni.

Ci ha pensato, alla fine del XIX secolo, un nobiluomo francese di nome Pierre de Coubertine a riaprire la tradizione dei giochi Olimpici, riuscendo a portare ad Atene (e dove se no?) quelli che erano considerati i migliori sportivi per farli gareggiare l’uno contro l’altro nella I Olimpiade dell’era moderna. Ancora oggi i giochi Olimpici sono considerati dagli sportivi come il massimo privilegio della carriera. Grazie a quindi a questo barone, una delle Prime Pietre dello Sport è riuscita ad arrivare fino ai giorni nostri.

Pietro Sessolo

Author: admin

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