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[ Anin! ]

a cura di Claudia Fabaz

Le donne, assumendosi ruoli di cura e assistenza a 360°, incarnarono però in vari contesti missioni dal peculiare valore politico militare.
E’ il caso delle PORTATRICI CARNICHE, che tra l’agosto del 1915 e l’ottobre del 1917 macinarono a piedi chilometri di montagne.
Dal punto di vista militare, la Zona Carnia, in cui erano dislocati ben 31 battaglioni, rappresentava l’anello di congiunzione tra le Armate schierate in Cadore alla sinistra, e quelle delle prealpi Giulie e Carso sulla destra.
La forza media presente nella zona si aggirava intorno ai 10-12 mila uomini.
La guerra si consumava sulle montagne, quindi i rifornimenti ai reparti dovevano essere portati a spalla, non potendo però sottrarre potenza alla linea in termini di soldati. Pertanto, il Comando Logistico della Zona e quello del Genio, chiesero aiuto alla popolazione. Le donne di Paluzza aderirono subito all’invito drammatico a mettersi a disposizione dei Comandi Militari per trasportare a spalla quanto occorreva agli uomini della prima linea.

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L’esortazione condivisa era: “Anin, senò chei biadaz ai murin encje di fan”, “Andiamo, altrimenti quei poveretti muoiono anche di fame”.

La linea di combattimento rifornita dalle portatrici di Paluzza e degli altri comuni dell’Alto But, Sutrio e Cercivento, aveva un’ampiezza di circa 16 chilometri, poiché si estendeva dal Monte Coglians al Monte Questalta, comprendendo inoltre le posizioni arretrate di Monte Terzo e Lavareit.
Identificate da un bracciale rosso, riportante il numero del reparto da cui dipendevano, con un’età che spaziava dai quindici ai sessant’anni, portavano alle prime linee rifornimenti del peso di 30-40 kg. Il compenso per ciascun viaggio era di una lira e cinquanta centesimi.
Si costituì un Corpo di ausiliarie che con disciplina militare, di giorno e di notte, partivano a gruppi di 15, 20 senza guide, imponendosi una tabella di marcia. Attraversato il fondovalle con la gerla carica, intraprendevano l’ascesa alla montagna, superando dislivelli di 600-1200 metri, mentre si dirigevano a raggiera verso la linea del fronte.

fonte:www.donneincarnia.it

Author: admin

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