Tra note ed onomatopee di guerra

TA-PIM TA- PUM

ta-pùm. – Voce onomatopeica, imitante il suono prodotto dallo sparo di un fucile isolato, e più specificamente del fucile in dotazione alle truppe dell’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale: si usò infatti allora con riferimento ai cosiddetti cecchini, divenendo titolo di un canto di trincea che esprime il sacrificio e il dolore dei soldati italiani.
Secondo una ricostruzione attendibile, a creare “Ta-pum” fu il soldato volontario Nino Piccinelli, nato a Chiari nel 1898.

L’ordine era di conquistare quota 2105. La nostra trincea distava poche decine di metri da quella austriaca….., diedi una nota ad ogni sospiro della mia anima, nacque così l’accorato e disperato canto, tra i lugubri duelli delle artiglierie, il balenio spettrale dei razzi di segnalazione e il gemito dei feriti. Furono 20 giorni d’inferno, senza che nessuno ci venisse a dare il cambio, l’inno venne cantato in quei giorni dai miei commilitoni

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RATAPLAN

Voce onomatopeica che imita e indica il suono prodotto da tamburi e tamburini. In particolare, nell’esecuzione di musica orchestrale, e soprattutto nelle opere liriche (per es., nel 3° atto della Forza del destino di Verdi), pezzo eseguito in prevalenza da tamburi e altri strumenti a percussione.
L’onomatopea rataplan si usa per estensione per definire una brano che comprenda marce, momenti gioiosi, cori militareschi:
Nel risorgimento italiano, adottato nella apparentemente “scanzonata” “La bella Gigogin” nasconde l’esortazione a guerreggiare.
testo tratto dal sito
http://www.lagrandeguerra.net

Author: admin

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